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Da dove arrivano i tarocchi?

La lettura dei tarocchi? Può sembrare un controsenso, ma rispetto ad altre forme di interpretazione della vita, del passato, del presente e del futuro, è un’attività relativamente moderna. Sebbene i mazzi di tarocchi risalgano almeno al 1400 (ma secondo alcuni studiosi altre forme sarebbero riscontrabili perfino prima di questo periodo), in realtà non tutti sanno che le carte raffigurate con simboli più o meno fantasiosi del periodo di riferimento, erano originariamente utilizzate per i giochi piuttosto che per le previsioni.

dove arrivano i tarocchiLa cartografia, o la narrazione della fortuna attraverso l’uso di carte da gioco, in realtà non è stata pienamente sviluppata fino al 1785, quando l’occultista francese Jean-Baptiste Alliette – conosciuto con il suo pseudonimo di Etteilla, ovvero con l’inversione del suo cognome – ebbe modo di creare degli specifici collegamenti tra le carte illustrate, l’astrologia e l’antica tradizione egiziana.

Nel corso del secolo successivo, ci ricorda il portale Esotericus, mistici e filosofi hanno continuato ad espandere il ruolo dei tarocchi per poter interpretare il futuro ed esprimere delle predizioni. Alla fine degli anni Novanta del XIX secolo, diversi occultisti londinesi formarono l’Ordine Ermetico della Golden Dawn, uno dei gruppi responsabili della moderna lettura dei tarocchi, e non solo. Due dei fondatori del gruppo, MacGregor e Maters, scrissero un manuale che descriveva in dettaglio il potere simbolico dei tarocchi, intitolato Book T.

Occorre tuttavia fare un passo in avanti al secolo scorso per poter apprezzare una nuova evoluzione dei tarocchi. Era infatti il 1909 quando Arthur Edward Waite e Pamela Colman Smith disegnarono e pubblicarono un mazzo di tarocchi liberamente basato sugli insegnamenti dell’Ordine Ermetico della Golden Dawn. Questo mazzo, comunemente conosciuto come il mazzo Rider-Waite, è ancora la variante di tarocco più popolare sia per i principianti che per i lettori di carte professionisti.

Più tardi, nel 1943, l’occultista Aleister Crowley e Frieda Harris pubblicarono la propria interpretazione dell’Ordine Ermetico dei tarocchi della Golden Dawn. Il loro mazzo Thoth, che prende il nome dal dio egiziano degli alfabeti, incorpora in ogni carta un simbolismo astrologico specifico, collegando la pratica della divinazione al cosmo.

Da tali spunti, in tutto il mondo, si sono poi diffuse numerosissime tendenze e declinazioni, che hanno reso la lettura dei tarocchi un modo molto comune per poter cercare di interpretare il futuro.

Ad ogni modo, rimane pur certo che il principale riferimento ai tarocchi è ancora oggi quello al mazzo di carte da gioco, considerato che solo in un secondo momento ai tarocchi furono associati ricorsi alla cabala e alle altre tradizioni mistiche. Oggi il tipico mazzo di tarocchi risulta essere formato da un mazzo di carte tradizionali, a cui si aggiungono 21 carte (i “trionfi”) e una carta singola (il “matto”). Il mazzo di carte tradizionali è suddiviso in quattro semi e quattordici carte (dall’asso al dieci, oltre a quattro figure chiamate onori, o carte di corte).

Esistono però delle varianti in cui il numero viene ridotto, e altre varianti utilizzate esclusivamente per la lettura del futuro, che non hanno le carte numerate e le figure tradizionali.

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