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Sospetta evasione Smartbox: una questione etica

Evasione fiscale smartboxE’ di questi giorni la notizia che il colosso Smartbox, azienda francese operante nella distribuzione dei famosi ‘cofanetti regalo’ avrebbe evaso il fisco italiano per cifre pari a circa 100 milioni euro. Questo importo non può che definirsi galattico e muove nell’opinione pubblica un sentimento di rabbia mista a disprezzo. Usiamo questi termini così forti non solo perché lo stato italiano è probabilmente stato beffato da una società straniera, ma anche perché non sono state rese note le modalità con le quali si pensa di recuperare questo importo ‘favoloso’.

Possiamo ben comprendere che 100 milioni di euro nelle casse italiane ‘fanno la differenza’ soprattutto in periodi durante i quali ogni centesimo viene contato e la parola d’ordine sembra essere una e unica: tagli. Si taglia la sanità, si tagliano i fondi per l’istruzione, si tagliano le pensioni che probabilmente scompariranno. 100 milioni di euro non potrebbero quindi regalare una bella boccata di ossigeno alla nostra economia?

La domanda apre questioni etiche molto importanti. Prima su tutte quella legata all’informazione. Come spesso accade in materia di evasione fiscale, i giornalisti ci pensano due volte prima di denunciare il fatto. Questo fattore porta ad una conoscenza scarsissima degli eventi da parte della popolazione e induce le persone ad essere male informate. Nessun titolo, nessuna apparizione nei portali web ha interessato la prevista azione della guardia di finanza nei confronti della Smartbox.

Ciò che risulta essere più grave è la leggerezza con cui questa notizia viene fatta passare in secondo piano o addirittura non citata dalle fonti di informazioni principale. La risposta va quindi ricercata negli allacci di potere? Ma che beneficio porta al nostro paese un’azienda estera che si tiene tutti gli introiti di guadagno e che evade il nostro fisco? La risposta è nessuno, anzi, un tale operato porta danno, in quanto l’azienda in questione è leader incontrastata del settore e quindi le aziende che potrebbero rappresentare degli eventuali competitors non riescono ad emergere sotto la sua grande presenza.

Se nella barra di Google si digita la voce ‘Smartbox evasione‘ appaiono solamente link appartenenti a portali di denuncia, i quali spiegano agli utenti cosa stia succedendo. Sicuramente si devono attendere notizie più sicure e fresche, ma qualora fosse vero, rischiamo di cadere in un problema etico molto grave: la completa e volontaria assenza di informazione fresca, chiara e imparziale su argomenti di interesse pubblico.

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